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Luigi Melfi
Nato ad Oriolo (Cosenza) nel 1927 si é diplomato al Liceo Artistico di Napoli presso l'Accademia di Belle Arti. Docente di ruolo di Educazione Artistica, é abilitato inoltre in disegno e storia dell'arte nelle scuole superiori. Dal 1982 fa parte anche dell'Associazione Italiana Acquerellisti (Milano) e, con il sodalizio, ben presto é chiamato da talenti supremi a partecipare a tutte le più importanti mostre nelle grandi corti d'Italia: da Omaggio al Duomo di Milano a Cremona, a Monza, a Como, celebri luoghi di mostre prestigiose che consacrano il nostro artista; a Roma rassegne internazionali dell'Acquerello 1985-86-88-89.
Classificatosi al primo posto m concorsi di prestigio e di risonanza intenzionale: 1° Premio Regione Calabria; 1° Premio e coppa d'argento del Presidente della Repubblica, Riviera jonica 1974; Premio Biennale di Venezia 1986-88, 1° Premio Modena Arte 88, Premio Città del Tricolore 88 di Reggio Emilia, Oscar dell'arte Andrea Mantegna 89. Ha partecipato alle rassegne internazionali dell'acquerello a Roma, Centro Culturale Banca d'Italia, 1985-'86-'88-'90, all'acquerello italiano di Messina 1991, alla Mostra internazionale di Sondrio, 1992, a Piacenza e Como, 1993, a Cremona, 1995, a Feltre, 1996.
Nella struttura dell'opera Luigi Melfi riesce a costruire la profondità delle loro forze tonali, rapportandosi poi ai complementari con una sua azione segnica timbrica. Allora le gioiose e stupende luci del Sud trovano in piccoli tocchi di pennello, che sollevano chiare campiture, una rispondenza maieutica alle trasparenze, in modo da elogiare i contenuti gialli e rossi, blu e verdi, come impressione mentale dell'evento.
Paul Céwine soleva ripetere che quel che conta é la forza vivificante interiore, che bisogna far leva sulla verità nascosta nel profondo: Noi dobbiamo innanzitutto rendere visibile la sua eternità.
In Luigi Melfi conta la percezione bergsoniana dell'attimo fuggente, in modo da rapportare realtà esteriore e realtà interiore, coinvolgendo l'entusiasmo e l'emotività per far emergere la sensibilità ed accordare mente, sensi e psiche.
Egli riesce a far esplodere il segno per dare vivacità espressiva all'immagine con nitida freschezza compositiva.
Predilige dipingere all'acquerello scorci suggestivi della Calabria: marine, poggi ridenti, castelli vetusti, scene del porto, comignoli in fumo, momenti della vita di tutti i giorni, immettendosi in un ricreante realismo lirico.
11 suo acquerello é carezzevole, segnante, atmosferico. Si accosta sotto un certo aspetto mediterraneo, a Wilhelm Thény (1888-1949). ed a John Marin per l 'uso del colore dinamico e guizzante della macchia che capta la sensibilità dell'ambiente.
Una continua poliritmia spontanea che conserva in sé l 'ordinamento spaziale e mette in risalto la magia delle trasparenze. È uno dei maggiori interpreti italiani delle tecniche dell'acquerello e dell'olio. Lo studio del Melfi é una vera scuola basata sulla conoscenza del fenomeno colore-luce e della proprietà dei colori in una visione espressiva moderna."



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